Progetto didattico-sociale “La Scuola nel vigneto” – VII Edizione

In natura e nel concorso artistico “Etichetta dell’Anno” La Scuola nel Vigneto 2019 vince la biodiversità

Vincitore Scuola nel Vigneto 2019 Domìni Veneti

Promosso e realizzato in collaborazione con l’istituto comprensivo E. Salgari di Negrar, Valpolicella Benaco Banca, il comune di Negrar e l’Ordine degli Architetti di Verona, il progetto didattico sociale si rivolge agli alunni di seconda media.

 

L’intento è quello di promuovere nelle giovani generazioni l’interesse e la conoscenza della tradizione vitivinicola in Valpolicella Classica con i suoi aspetti storici e ambientali, favorendo lo sviluppo della creatività e della solidarietà.

Dal 2012 oltre 700 giovani hanno partecipato con impegno e creatività al percorso didattico sociale che ogni anno si conclude con la premiazione del concorso artistico Il paesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari”.

 

Sguardi ed emozioni sempre diversi a ogni edizione.

 

Il concorso premia l’opera vincitrice che viene trasformata nell’Etichetta dell’Anno e riveste le bottiglie di una speciale collezione.

Etichette Scuola nel Vigneto Domìni Veneti

La commissione artistica ha premiato l’attenzione alla fauna dei muretti a secco, le “marogne”.

La fauna dei muretti a secco della Valpolicella è il soggetto che ha ispirato Francesco Hifrim Haidau (classe IIB) dell’Istituto Comprensivo di Negrar, lo studente vincitore della settima edizione del concorso “Il paesaggio della Valpolicella, particolarità e particolari”. Hifrim Haidau ha pensato di riprodurre graficamente ciò che aveva destato la sua attenzione, le verdi lucertole che si riscaldavano al sole sui muretti a secco della Valpolicella, realizzando un’opera che ha meritato la vittoria al concorso.

 

La Commissione Artistica, formata da Anna Lonardi e Ilaria Bontempo (Grafical, stampati ad arte di Marano di Valpolicella), Paola Ravanello (Ordine Architetti Verona), Emanuele Gipponi (Duemaninonbastano, studio grafico di Milano), Marco Ambrosi (fotografo e artista) e Agron Hoti (artista), ha premiato “l’originalità della composizione, gli accostamenti cromatici e la scelta di una tecnica raffinata come quella del graffito ottimamente eseguita dallo studente”, che si è ispirato alla fauna dei muretti a secco e ha scelto, per l’appunto, le lucertole per rappresentare la biodiversità presente nel paesaggio tipico della Valpolicella. Sul podio sono saliti anche Riccardo Spada (classe IID), classificatosi secondo, e Beatrice Zanchetta e Laura Daducci (classe IIC) terze classificate. Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali: per la creatività, a Nicola Marchesini (classe IIA) e per il dettaglio a Serena Guardini (classe IID). Gli studenti vincitori sono stati premiati con una selezione di libri.

La Finalità sociale riguarda la realizzazione del “Giardino delle Vigne” per i bambini di Casa Abeo.

Il ricavato della vendita della bottiglie di vino con l’Etichetta dell’Anno 2018/19 per un importo di 5 mila euro sarà utilizzato per ristrutturare il giardino di Villa Fantelli – Casa Abeo, destinata all’ospitalità dei bambini che necessitano di trapianto di midollo osseo e dei loro genitori.

 

“Da quando irrompe la diagnosi di malattia oncologica, per i bambini ricoverati rinunciare a giocare in uno spazio all’aperto è tra le cose più difficili da accettare. Dall’incontro con “La Scuola nel vigneto” è nato un obiettivo, un augurio, un desiderio: che i piccoli pazienti  lo possano ritrovare impreziosito dalla vite, dai ciliegi e dall’ olivo che verranno piantati nel giardino.”

Piero Battistoni, presidente ABEO

 

Nel futuro viticoltura bio

“Da qui a vent’anni potremmo avere un vigneto della Valpolicella completamente diverso, sicuramente più bio, vista l’attenzione riservata dai consumatori a questa tipologia di vini. In ogni caso, rimane fondamentale per noi trasmettere alle giovani generazioni, uomini e donne di domani, l’importanza di progettarlo in un’ottica di salvaguardia del paesaggio del territorio, bene comune.”

Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar

 

Ma la sostenibilità ambientale si raggiunge in più modi, come quello di riciclare gli scarti delle etichettature dei vini di Valpolicella Bio e Amarone della collezione La Scuola nel Vigneto, trasformandole in risorsa grazie al programma Rafcycle promosso da UPM Raflatac presente alla serata di premiazione con Stefano Pistoni. Tutti dobbiamo fare scelte sostenibili.

L’ETICHETTA DELL’ANNO – 1° PREMIO

LA PAROLA AL VINCITORE DEL CONCORSO
Francesco Haidau classe 2B

Per la VII edizione del concorso artistico “Etichetta dell’anno” ho scelto un’immagine che la nostra professoressa Caprini ha messo a disposizione: la lucertola  mi ha colpito molto, perché è uno degli animali che mi ha sempre attirato.

Il disegno che ho scelto di fare ha come protagoniste delle lucertole e come sfondo dei muri a secco o, come si dice da noi, “marogne”.

Ho fatto il disegno prima su carta da lucido per poi riportarlo su di un foglio da disegno ruvido.

Ho scelto di utilizzare la tecnica del graffito perchè l’avevo sperimentata l’anno scorso e mi era piaciuta molto.

I colori a cera che ho usato per lo sfondo sono arancione chiaro e scuro, giallo e rosso, per le lucertole invece ho usato il verde chiaro e verde scuro per poi colorare tutto il disegno con l’inchiostro di china nero.

Dopo averlo lasciato asciugare per un po’ di tempo l’ho portato dalla professoressa e con una spazzola di ferro lo abbiamo grattato e le parti bianche del disegno, che non avevo colorato con i pastelli, sono diventate tutte nere.

Dopo essermi impegnato per svariate ore, sono riuscito a portare a termine la mia etichetta, sono molto soddisfatto del lavoro finale.

Un’etichetta che vuole bene al mondo: il nostro approccio è sempre più EcoSostenibile

Immaginate 300 mila libri, dallo spessore di circa 1 cm (formato 15x23cmx82pagg), metteteli impilati l’uno sull’altro: l’altezza della pila sarebbe circa 100 volte l’altezza dell’Arena di Verona (31 mt).

Cifre da perdere la testa! Ebbene, questo è il risultato del recupero di 30 t di scarti di supporti cartacei siliconati di etichettatura fatto dal 2015 ad oggi da Cantina Valpolicella Negrar (per approfondire leggi qui >).

 

E questo grazie alla collaborazione con UPM Raflatac che, attraverso il programma RafCycle, dà una seconda vita a questi sottoprodotti producendo nelle proprie cartiere nuova carta.

Le etichette Domìni Veneti, Scuola nel vigneto 2019 testimoniano la collaborazione con UPM Raflatac.

“Per far bene all’ambiente non occorrono gesti strabilianti, basta fare la scelta giusta, come stringere una partnership innovativa con UPM Raflatac, che ci consente di risparmiare sui costi di smaltimento di rifiuti e, nel contempo, trasformarli in risorsa.
Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

GLI ALTRI CLASSIFICATI DELL’EDIZIONE 2019

2° PREMIO

Il secondo premio è andato a Riccardo Spada (II D)

 

2° DISEGNO CLASSIFICATO
Riccardo Spada 2^D

Per realizzare questo disegno mi sono documentato su internet, ma le immagini e la qualità dei colori non mi soddisfacevano, quindi decisi di documentarmi da solo facendo una passeggiata.

Durante la camminata tra i vigneti intravidi una lucertola che stava rintanata tra i sassi di una marogna. Decisi di scegliere quell’animale perché il suo color verde sgargiante risaltava sullo sfondo dei muri a secco.

Feci molti schizzi sulla posizione della lucertola e sulla tipologia di muro a secco, ma la maggior parte di essi non mi convincevano, fino a quando non trovai un muro a secco che era in armonia con la lucertola.

Non ebbi molti dubbi nel selezionare la tecnica con la quale avrei completato il disegno: scelsi il graffito perché mi aveva affascinato quando l’avevamo provato i prima media con la Professoressa Caprini.

Per quanto riguarda il colore dei sassi del muro a secco, fui molto indeciso se farli rossastri tendenti al marrone o bianchi tendenti al grigio.

Alla fine decisi che il bianco era più adatto ai sassi del muro a secco, mentre la lucertola doveva essere come l’avevo vista durante la mia camminata: verde brillante

Ho scelto la lucertola perché è uno degli animali che osserviamo più spesso e secondo me anche uno dei più belli.

3° PREMIO

Il terzo premio è stato assegnato a Laura Daducci e  Beatrice Zanchetta (II C)

 

3° DISEGNO CLASSIFICATO
Laura Daducci e  Beatrice Zanchetta 2^C

Io e Laura abbiamo pensato di documentarci raccogliendo non solo informazioni e immagini attraverso Internet, ma anche fotografie di vigneti e di boschi scattate da noi vicino a casa.

Successivamente abbiamo disegnato in primo piano un pettirosso appollaiato su un rametto e sullo sfondo un muro a secco.

Abbiamo fatto diversi schizzi e bozzetti prima di realizzare l’etichetta.

Laura ha raffigurato il pettirosso e il ramo, mentre io ho disegnato il muretto a secco e ho colorato lo sfondo. Laura ha colorato il pettirosso, riproducendo il più realisticamente possibile il colore del suo piumaggio con delle sfumature rosse, arancioni e marroni. Abbiamo sfumato il muretto a secco con il grigio mentre abbiamo pensato di dipingere il cielo utilizzando il rosa e il fucsia. Abbiamo scelto di fare lo sfondo rosa per evocare l’alba.

Abbiamo provato diverse volte il colore in brutta copia, prima di terminare l’elaborato finale.

Abbiamo deciso di ritrarre il pettirosso per celebrare la primavera, visto che è la stagione in cui l’etichetta verrà esposta.

Le altre opere in concorso

Serena Guardini 2^D – MENZIONE AL DETTAGLIO

La Valpolicella è ricca di animali come cinghiali, uccelli, lepri, lucertole, volpi, piante e alberi da frutto come viti, olivi, ciliegi, piante di noci e altre varietà.

Nella scelta per la realizzazione della mia etichetta, ho cercato sui siti internet delle immagini che rappresentassero il nostro territorio. Innanzitutto ho preso un’immagine di una vigna, coltivazione caratteristica di questo luogo; ho aggiunto un uccello tipico, un pettirosso, e l’immagine di un bel grappolo d’uva.

Per la realizzazione del disegno ho fatto tre bozzetti preparatori con colori e tecniche diverse:

  1. pastelli a matita
  2. pennarelli
  3. acquarelli, inchiostro di china e pennino

 

La decisione finale l’ho presa insieme alla Professoressa Caprini e abbiamo deciso di colorare il disegno con l’inchiostro di china ed evidenziare con il pennino le varie texture.

I colori che ho utilizzato sono esattamente quelli che ho scelto per la realizzazione dell’etichetta.

Ho realizzato il disegno a scuola in una lezione e, nelle successive due, ho terminato di colorarlo.

Ho deciso di farlo in questo modo perché così è la disposizione della vigna; per questo ho rappresentato in primo piano un bel grappolo d’uva pronto per essere raccolto ed un uccellino che lo osserva affamato.

Con questo lavoro ho voluto mettere in evidenza tutti i particolari e le caratteristiche della vigna esprimendo la pura bellezza di questo territorio collinare.

Alice Righetti e Maria Zanoni 2^C

Io e Maria abbiamo partecipato a questo concorso artistico con grande entusiasmo, anche se talvolta abbiamo incontrato delle difficoltà.

All’inizio ci siamo documentate attraverso Internet, cercando immagini e fotografie riguardanti il paesaggio della Valpolicella. Durante l’attività di ricerca, abbiamo prestato particolare attenzione ai particolari e alle particolarità della nostra zona collinare.

Dopo alcuni giorni, siamo riuscite a metterci d’accordo e a scegliere quale elemento della flora e della fauna raffigurare nella nostra etichetta. Il merlo è il soggetto del nostro disegno e rappresenta la semplicità. Alle sue spalle troviamo le colline tipiche di Negrar e come particolare la caratteristica “marogna” (muro a secco).

Osservando attentamente le immagini, abbiamo riprodotto facilmente i sassi del muro a secco.

Dopo aver realizzato alcuni schizzi e bozzetti, ci siamo accorte che al merlo mancava qualcosa e allora abbiamo deciso di rappresentarlo con una bacca rossa nel becco come simbolo di purezza e libertà.

Abbiamo pensato che il merlo potesse valorizzare al meglio la nostra etichetta, pur essendo un animaletto con pochi particolari ma importanti.

Sopra alle colline abbiamo dipinto un cielo limpido che, per noi, rappresenta la felicità.

Per dare un tocco femminile al disegno dell’etichetta, inizialmente avevamo pensato di colorarlo tutto con il bianco e il nero ma appariva molto monotono. Per questo motivo abbiamo deciso di dare a ogni particolare il suo vero colore.

Abbiamo provato a lungo diverse tecniche di colore e alla fine abbiamo scelto di usare gli acquerelli. Successivamente abbiamo notato che mancava qualcosa all’etichetta e abbiamo aggiunto delle sfumature con le cere a olio per rendere il disegno più caratteristico.

Il merlo ha un colore più intenso rispetto a quello del cielo e delle colline, per questo risalta maggiormente.

L’elaborato finale ci ha dato molta soddisfazione. Questo concorso ci ha fatto riflettere sulla necessità non solo di conoscere la propria terra, ma anche di osservare con attenzione i particolari del paesaggio rurale. Abbiamo imparato che è importante rimanere all’aperto, a contatto con la natura, invece di stare chiusi in casa a non fare niente, perché le belle cose ora ci sono ma non è detto che durino per sempre.

Alessandro Degan classe 2^ B

Nell’anno 2019 abbiamo effettuato l’attività “Etichetta dell’anno – particolari e particolarità del paesaggio della Valpolicella”. Abbiamo svolto cinque lezioni correlate a questa attività.

Ogni lezione era di due ore: ci hanno seguito la nostra professoressa Adelina Caprini, insieme ai nostri insegnanti, che ci hanno accompagnato e sorvegliato durante l’attività.

 

Lezione n° 1

Nella 1^ lezione la prof.ssa Caprini ci ha spiegato cosa dovevamo fare in queste cinque lezioni.

In seguito, ci ha consegnato un foglio protocollo, su cui abbiamo scritto il titolo, le possibilità di disposizione del disegno e il diario di bordo, in cui dovevamo annotare le attività delle singole lezioni.

Infine, la professoressa ci ha consegnato un altro foglio, su cui dovevamo scrivere alcune importanti informazioni sul paesaggio di Negrar.

Lezione n° 2

La lezione n° 2 si è svolta così: ognuno di noi poteva scegliere se lavorare da solo o in coppia con un compagno, io sono stato da solo. Poi si doveva scegliere un disegno che raffigurasse dei particolari o particolarità del paesaggio e io ho scelto la cinciarella e il muretto a secco, due elementi molto caratteristici della Valpolicella.

Inizialmente ho sovrascritto su carta da lucido questi particolari, perfezionati rispetto agli originali.

Infine, la professoressa Caprini ci ha consegnato il diario di

bordo e noi, come da istruzioni, abbiamo trascritto la nostra

lezione.

Lezione n° 4

Nella lezione n° 4 ho deciso di cambiare la disposizione dei

particolari e colorarli con la tecnica dei pastelli a matita.

La cinciarella l’ho colorata di rosso e di nero e i muretti a secco li ho lasciati bianchi, con contorno nero scuro.

Poi, la prof. Caprini ci ha consegnato i diari di bordo e noi, come sempre, abbiamo trascritto la lezione.

Lezione n° 5

Nella seguente lezione, ero incerto su come riempire lo sfondo del disegno e, non sapendo come fare, sono andato

a chiedere un consiglio alla prof.ssa Caprini. Insieme abbiamo deciso di colorarlo in argento, con un pennarello apposito.

Devo dire che a me è piaciuto particolarmente lo sfondo di quel colore e allora ho deciso di rifinire anche i bordi della cinciarella con lo stesso pennarello.

Finito il disegno e completato il diario di bordo, avevo terminato l’attività e il disegno era andato a buon fine.

A me questa attività è piaciuta molto, perché sono riuscito ad esprimere la mia fantasia e, nello stesso tempo, ho approfondito la conoscenza del mio territorio.

Denise Malotaj 2^A

Ho reperito la mia documentazione attraverso una ricerca di immagini tipiche della Valpolicella tramite internet.

Guardando le fotografie sono rimasta colpita da quelle che rappresentavano le farfalle, i fiori e i muretti a secco. Inizialmente ho pensato di unire una farfalla con un fiore, poi ho deciso di aggiungere un altro particolare: il muretto. Ho notato che la disposizione dei sassi può avere ordini diversi.

Ho eseguito quindi alcuni schizzi preparatori e ne ho scelto uno da realizzare. La prima tecnica che volevo sperimentare è stata quella degli acquerelli, ma non mi convinse e quindi sono passata ai pastelli a matita e ho usato il tratto-pen per evidenziare il contorno della farfalla e del fiore. Ho colorato i sassi del muretto di grigio mischiato con il verde e il marrone chiaro per il muschio.

Nel mio elaborato finale ho rappresentato una farfalla posata su un fiore e come sfondo un muretto a secco.

Sono soddisfatta del mio lavoro e felice di aver partecipato a questo significativo e importante progetto.

Federico Pellegrini 2^C

Nel mio disegno ho voluto rappresentare alcuni esemplari della fauna e della flora della Valpolicella. Partendo dalle immagini ricavate da Internet e osservando alcune fotografie del paesaggio rurale della Valpolicella, ho iniziato a disegnare due uccelli che si guardavano, uno era di fronte all’altro ed entrambi erano appollaiati su un ramo. Dopo aver finito il primo bozzetto, quello di prova, non ero soddisfatto perché ero convinto che non andasse bene, così ho deciso di modificarlo.

Ho preso alcune immagini portate dalla professoressa Caprini e ho trovato delle fotografie bellissime di due cinciallegre. Appena le ho viste, ho intuito la loro giusta posizione sul foglio e ho deciso di riprodurle.

Mi sono messo al lavoro e, dopo aver realizzato diversi schizzi e bozzetti, ho disegnato due cinciallegre che guardano in direzioni opposte, per evidenziare la curiosità e la dinamicità di questi uccelli.

Inizialmente ero preoccupato perché avevo poco tempo per dipingere. Per fortuna sono riuscito a finire velocemente anche la prova colore che avevo impostato a casa, così a scuola ho terminato entro i tempi stabiliti l’elaborato finale.

Per fare lo sfondo dell’etichetta, ho scelto un colore in netto contrasto con i colori delle cinciallegre che sono in primo piano.

Questa esperienza è stata molto positiva, perché, grazie ad essa, ho potuto conoscere meglio questi uccellini vivaci e colorati che frequentano i nostri campi e giardini.

Giulia Sartori 2^A

Per questo progetto ho preso spunto da varie immagini su internet di un bombo.
Dopo aver stampato varie immagini ho iniziato a scegliere la posizione del soggetto, prima però dovevo impostare lo sfondo.
Nella mia prima bozza avevo inserito il bombo posato su una margherita che sbucava da un cespuglietto ai piedi del muretto e una foglia di edera; ma la professoressa mi ha fatto notare che la foglia distraeva l’attenzione dal soggetto, allora ho provato a cambiarle posizione ma alla fine ho deciso di toglierla completamente.
Il disegno finale è composto da un bombo posato su una margherita che, a differenza del primo bozzetto, sboccia da un’insenatura dove i sassi si intersecano, poi ho deciso di creare una cornice di sassi rettangolari che si incastrano fra loro.

L’ho colorato tutto con i pastelli a matita tranne il bombo, infatti per quest’ultimo ho preferito utilizzare i pennarelli per metterlo in risalto.
Ho colorato la cornice rossa e giallo ocra per dare un tocco originale al disegno.

Ho scelto il bombo perché è molto presente nelle nostre zone e fin da subito mi ha colpito.

Martina Residori 2^D

Da quando ho partecipato all’uscita didattica nel vigneto, ho cominciato a fare ricerche in internet riguardanti la flora e la fauna presenti in Valpolicella.

A me incuriosiscono questi animali: le lucertole che si nascondono tra i muri a secco, i cinghiali, i leprotti, l’upupa e la cinciallegra e per questo ho deciso di stampare alcune immagini.

La mia scelta decisiva è ricaduta sulla lucertola.

Ho subito cominciato a fare schizzi; inizialmente ho provato a disegnare delle lepri vicino a delle viti, come sfondo ho deciso di realizzare dei muri a secco con sopra una lucertola, anche se inizialmente non era ben riuscito perché erano presenti troppi soggetti.

Poi mi è venuta l’idea di mettere delle lucertole, una in alto a sinistra e una in basso a destra, che guardano la stele romana ritrovata in Valpolicella e, visto l’importanza, l’ho posizionata al centro del foglio.

Come sfondo ho poi disegnato dei muri a secco.

Dopo aver impostato il disegno, ho proseguito con lo studio del colore, anche se sapevo già la tecnica che avrei utilizzato: i pastelli a matita.

La colorazione finale del mio disegno l’ho realizzata dividendo i muri a secco in quattro parti immaginarie: in basso a destra ho colorato i sassi grigi con qualche sfumatura rosa per rappresentare la primavera, in basso a sinistra ho colorato i sassi grigi con qualche sfumatura verde per ricordare l’estate, in alto a sinistra di grigio con qualche sfumatura arancione e marroncina per l’autunno e per finire in alto a destra ho realizzato qualche sfumatura blu e marrone per rappresentare l’inverno.

Per ogni sasso ho fatto un rinforzo, cioè ho ripassato i bordi con il colore appropriato per la stagione.

Le lucertole le ho colorate di verde, con delle sfumature gialle sul dorso, mentre la stele l’ho colorata di grigio con qualche sfumatura gialla. L’ho voluta inserire all’interno di questo disegno perché è un reperto storico trovato da poco a San Giorgio di Valpolicella durante il ripristino di un muro a secco, mentre le lucertole le ho inserite perché fanno parte della fauna del nostro territorio e spesso le possiamo ritrovare sui muri a secco.

Myco Zennaro 2^B

L’inizio è stato un po’ inquieto, perché non sapevo cosa fare, che soggetti disegnare, quale tema utilizzare.

Abbiamo iniziato scrivendo su un foglio la presentazione del progetto.

A casa abbiamo osservato e analizzato il paesaggio, ci siamo documentati, ci siamo informati e abbiamo ricercato alcune immagini di soggetti a cui ispirarsi per il disegno.

Grazie a questi passaggi abbiamo potuto scegliere il soggetto da rappresentare.

Abbiamo creato schizzi e bozzetti preparatori, con i quali siamo riusciti a rielaborare e sintetizzare il soggetto.

Io ho iniziato pensando ad un muro a secco ricco di vita, con animali e piante che crescevano in mezzo ai sassi e sopra il muretto.

Con gli schizzi ed i bozzetti mi sono reso conto che ancora il soggetto non era convincente.

E così ho pensato alla favola “La volpe e l’uva”, che narra di una volpe che cerca in mille modi di mangiare dell’uva.

Quindi ho deciso di disegnare una volpe che fissa l’uva sbucando da un muretto a secco.

Inoltre, ho aggiunto un corvo, che osserva la volpe per rubarle l’uva.

Successivamente ho impostato lo studio del colore, realizzando delle prove colore con diverse tecniche espressive.

Dopo le prove ho realizzato l’elaborato finale con le tecniche ed i colori scelti.

Ho scelto come soggetto una volpe che spunta di soppiatto da un muro a secco.

La volpe fissa un ramo pieno di grappoli d’uva, che si sovrappone al muretto di sassi.

Un corvo, nel frattempo, fissa la volpe.

Ho poi deciso di colorare lo sfondo di viola, il colore dell’uva.

Ho infine ripassato il bordo dei soggetti con il nero, e ho sfumato il viola rendendolo più scuro laddove incontrava un oggetto.

Con questa tecnica ho reso il tutto ben delineato.

Sono soddisfatto del risultato finale, perché all’inizio degli incontri, mi sembrava un obbiettivo irraggiungibile.

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Per eventuali informazioni rivolgersi a Marina Valenti presso Domìni Veneti:

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