Progetto didattico-sociale “La Scuola nel vigneto” – VI Edizione

LA SCUOLA NEL VIGNETO: IL VALORE DELLA CREATIVITÀ FRA PROGETTO E PRODOTTO, CONOSCENZA E SOLIDARIETÀ.

Promosso e realizzato in collaborazione con l’istituto comprensivo E. Salgari di Negrar, Valpolicella Benaco Banca, il comune di Negrar e l’Ordine degli Architetti di Verona, il progetto didattico sociale si rivolge agli alunni di seconda media.

 

L’intento è quello di promuovere nelle giovani generazioni l’interesse e la conoscenza della tradizione vitivinicola in Valpolicella Classica con i suoi aspetti storici e ambientali, favorendo lo sviluppo della creatività e della solidarietà.

Dal 2012 oltre 700 giovani hanno partecipato con impegno e creatività al percorso didattico sociale che ogni anno si conclude con la premiazione del concorso artistico Il paesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari”.

 

Sguardi ed emozioni sempre diversi a ogni edizione.

 

Il concorso premia l’opera vincitrice che viene trasformata nell’Etichetta dell’Anno e riveste le bottiglie di una speciale collezione.

Etichette Scuola nel Vigneto Domìni Veneti

FINALITÀ SOCIALE VI EDIZIONE

Il ricavato della vendita delle speciali bottiglie di vino della Collezione, per un importo pari a 5.000,00 euro verrà suddiviso fra l’acquisto di un pianoforte e di un flauto per le lezioni di musica dell’Istituto Comprensivo di Negrar e il sostegno alla realizzazione di un corso riconosciuto dalla Regione Veneto finalizzato al recupero delle tecniche tradizionali di ricostruzione dei muretti a secco in Valpolicella.

Presentazione delle opere

Serata di premiazione del Concorso Artistico “Etichetta dell’Anno”- Il Paesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari.

Giovedì 24 Maggio 2018
Sala Convegni di Cantina Valpolicella Negrar

In questa edizione la Giuria ha particolarmente apprezzato la ricerca che è stata fatta dagli alunni sulle specie botaniche locali riprodotte negli elaborati, a livello stilistico, artistico e concettuale, oltre alla sperimentazione di differenti tecniche applicate anche alla stessa opera. Il risultato si è visto anche in una particolare complessità espressiva raggiunta nei singoli elaborati.

 

Dopo il saluto del Presidente Renzo Bighignoli, anche la dirigente dell’Istituto comprensivo Carla Aschieri e il vice sindaco Fausto Rossignoli hanno portato i loro messaggi di apprezzamento ai partecipanti e a Cantina Valpolicella Negrar che da sei anni porta avanti il progetto, di fronte a una platea colma di famiglie e entusiasmo.

Paola Ravanella, Agron Hoti e Omar Patti: commissione artistica per la Scuola nel vigneto 2018 - Domìni Veneti

Erano presenti anche tutti i componenti della commissione artistica:

 

✔ Anna Lonardi e Ilaria Bontempo di Grafica (Marano di Valpolicella), partner di progetto;

✔ Paola Ravanello e Michele Moserle – Ordine Architetti Verona, partner di progetto;

✔ Emanuele Gipponi, studio grafico Duemaninonbastano (Milano);

✔ Omar Patti, studio grafico OvisNigra, (Piacenza);

✔ l’artista Agron Hoti.

 

E’ importante guardare attraverso gli occhi delle giovani generazioni per pensare insieme il futuro di questa terra.

I disegni dei ragazzi sono per noi come finestre che ogni anno in maggio si aprono sul nostro paesaggio e ci fanno vedere una Valpolicella più colorata, più creativa, più vivace e anche poetica.

Una Valpolicella che a volte gli adulti dimenticano ma che i giovani sanno ricordarci.

 

Renzo Bighignoli, Presidente Cantina Valpolicella Negrar

Il presidente Renzo Bighignoli

L’ETICHETTA DELL’ANNO – 1° PREMIO

La Giuria ha premiato l’opera vincitrice di WIAM EZZINE e HAFSA MOUSSALIT – IIA – “Etichetta dell’Anno” Il paesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari per la scelta e l’abilità nell’utilizzo di diverse tecniche oltre alla piena rispondenza ai criteri di selezione. L’opera ha raggiunto il massimo punteggio e un notevole livello di qualità nella realizzazione.

 

Le giovani autrici si sono ispirate ai muretti a secco tipici del paesaggio in Valpolicella, uno dei temi proposti quest’anno dall’insegnate di educazione all’immagine Adelina Caprini, e hanno scelto due rami di ciliegio fioriti per rappresentarne la delicatezza e la bellezza.

 

La particolare resa cromatica è il risultato della sperimentazione di diverse tecniche: dall’acquerello alla texture, dalle matite ai pennarelli, ai pastelli a olio e a cera. I rami di ciliegio sono stati rifiniti a china su uno sfondo stampato di muretto a secco ripassato con rullo a tempera.

LA PAROLA ALLE VINCITRICI DEL CONCORSO
WIAM EZZINE E HAFSA MOUSSALIT 2^A

Inizialmente ci siamo documentate su internet cercando immagini di muri a secco, della Valpolicella e delle cave di Prun. Stampando le immagini, abbiamo trovato l’ispirazione: abbiamo scelto il fiore di ciliegio perché ci piacciono i suoi fiori così delicati. Abbiamo disegnato cinque fiori di ciliegio sopra un muretto e ancor prima solo la flora dei muri a secco. Abbiamo scelto un colore chiaro con gradazioni sempre più scure.

Le tecniche che abbiamo provato sono state: acquerello, texture, pastelli a matita, pennarelli, pastelli ad olio e a cera. Nel nostro disegno finale abbiamo rappresentato dei rami con dei fiori di ciliegio, realizzati con l’inchiostro di china nero, sullo sfondo lo stampo del muretto ripassato con un rullo e le tempere.

1° classificato 2018

2° PREMIO

Il secondo premio è andato a Loris Brunelli e a Riccardo Lovato (II C)

 

2° DISEGNO CLASSIFICATO
LORIS BRUNELLI E RICCARDO LOVATO 2^C

La nostra documentazione è stata eseguita attraverso internet da cui abbiamo selezionato alcuni immagini riguardanti le cave di Prun, il paesaggio della Valpolicella e la Villa Romana di Negrar. Tra queste ci ha ispirato molto una foto che riprendeva l’interno delle cave di Prun.

Subito abbiamo provato a fare qualche schizzo su un foglio; vedendo il risultato abbiamo capito che quella era l’immagine giusta per il nostro lavoro. Contenti del risultato ottenuto con il disegno, abbiamo cominciato a fare le prove colore.

All’inizio volevamo usare le matite colorate. Ma, non soddisfatti del risultato, abbiamo deciso di scegliere un’altra tecnica pittorica. Passando in rassegna le lezioni di arte, ci siamo ricordati della tecnica del graffito. Sbirciando i lavori dei nostri compagni di classe ci siamo accorti che non l’aveva usata nessuno. Di conseguenza abbiamo deciso di provarla. Per questo ci siamo procurati i pastelli a cera, l’inchiostro di china e una spazzola per graffiare. Con i pastelli a cera abbiamo colorato con il marrone le pareti delle cave, passando da quello chiaro a quello scuro, di azzurro ciano il cielo, di giallo e arancione l’interno della cava per farla sembrare più luminosa. Infine abbiamo steso la china e, dopo aver atteso che si asciugasse per un’ora, abbiamo graffiato con la spazzola tutto il nostro lavoro. Ultimo tocco finale: abbiamo ripassato con il colore nero i contorni del disegno per farlo risaltare meglio. Il risultato finale ci è piaciuto molto e siamo stati pienamente soddisfatti.

2° Classificato 2018

3° PREMIO

Il terzo premio è stato assegnato a Margot Guardini e Giovanni Righetti (II D)

 

3° DISEGNO CLASSIFICATO
MARGOT GUARDINI E GIOVANNI RIGHETTI 2^D

Per questo progetto ci siamo documentati osservando il paesaggio, soprattutto i particolari, dato che il tema del Concorso è proprio “particolari e particolarità del paesaggio in Valpolicella”. Inoltre ci siamo documentati facendo foto e stampando immagini da internet.

All’inizio volevamo rappresentare una pianta di vite sullo sfondo delle colline. Ma poi ci siamo accorti, assieme alla professoressa Caprini, che era una scelta molto banale e per questo poco interessante.

Quindi abbiamo completamente cambiato idea optando per la raffigurazione di un classico muretto a secco pieno di flora caratteristica.

Per rappresentare il muretto a secco abbiamo realizzato parecchie prove con varie tecniche espressive accorgendoci che la scelta migliore ci sembrava rappresentare il muro a secco con la tecnica del mosaico.

Ma mancava qualcosa, la tavola dava un senso di vuoto, quindi abbiamo provato ad aggiungere uno sfondo. Come sfondo abbiamo utilizzato un collage fatto al computer con all’interno varie piante tipiche della Valpolicella (parietaria, papaveri, ortiche e qualche foglia di vite).

Per eseguire la tavola abbiamo attaccato al foglio un cartoncino argentato sul quale abbiamo ulteriormente incollato il collage fatto al computer. Infine abbiamo proceduto ad attaccare le tessere del mosaico.

3° classificato 2018

Le altre opere in concorso

FERNANDO MASEWGE SEWMINI SANJANA 2^C

Anche quest’anno con la scuola abbiamo partecipato al Concorso Artistico promosso dalla Cantina la sua bellezza. Quindi sono passata alle prove con le matite dai colori tenui ai colori più intensi. In un secondo momento l’ho colorata rendendola vivace con le sfumature delle stagioni. Ho usato gradazioni variopinte molto sottili unite all’acquarello per renderle al meglio.

Con il colore bianco ho evidenziato le nervature e con il nero ho delineato il bordo della tipica forma a ventaglio della foglia. Lo sfondo, che riprende il muro a secco, l’ho colorato con la matita 2B per mettere in risalto il chiaroscuro dei sassi con i molti colori del Capelvenere.

Perché ho scelto questo soggetto? Per due motivi: per me questa pianticella può assomigliare ad un grappolo d’uva, e poi mi ha dato il piacere di ricorrere a variazioni cromatiche come quelle delle quattro stagioni.

ALICE MARCHESINI 2^B

Per la documentazione ho utilizzato specialmente internet, mi sono informata sui paesaggi caratteristici della Valpolicella e ho notato che in quasi ogni zona della Valpolicella sono presenti muri a secco per questo ho deciso di rappresentarli sullo sfondo. Ma in primo piano cosa raffigurare se non dei bei papaveri rossi? Proprio quello che sono andata a fare. Trovati gli elementi da disegnare ho fatto degli schizzi dei fiori provando la tecnica del graffito ma non essendo soddisfatta ho provato una seconda tecnica: ho pensato di disegnare semplicemente il contorno dei muretti per far risaltare il rosso dei papaveri colorati con i pastelli a matita. Quindi ho iniziato ad eseguire la mia “opera” sul foglio definitivo: sono partita disegnando i papaveri a mano libera, successivamente ho ricalcato il muretto a secco, subito dopo ho colorato i papaveri e per finire ho ripassato il contorno dei sassi con la china e il pennino.

Il motivo per il quale ho fatto questo disegno è che i papaveri sono presenti molto spesso tra i muri a secco della Valpolicella.
In questo progetto era molto importante la finalità sociale, cioè il fatto che il nostro lavoro non era fine a se stesso ma era richiesto l’impegno di tutti per un risultato condiviso

GLORIA PACHERA e ALESSIA FABRIS 2^A

Per documentarci abbiamo usato internet e i consigli della professoressa Caprini, insegnante di arte e immagine, abbiamo usato inoltre il libro che è stato regalato alla classe da parte della Cantina Sociale di Negrar.

Pensando alla flora dei muri a secco, alla villa romana di Negrar e alle cave di Prun, avevamo deciso di disegnare dei muri a secco dietro i quali c’era un campo con al centro una grande quercia monumentale, però poi non ci soddisfaceva come lavoro e, immaginando come sarebbe risultato sull’etichetta, abbiamo deciso di scartarlo.

Come nuovo disegno abbiamo deciso di riprodurre un papavero rosso realizzato con i colori a cera su sfondo a china per farlo risaltare e, sempre con la china, abbiamo ripassato i bordi, le venature dei petali e delle foglie per metterlo più in evidenza. Le altre tecniche che avevamo provato, il graffito e i pastelli a cera, non ci sembravano efficaci. La motivazione per cui abbiamo scelto questo disegno è che il papavero è un fiore tipico della Valpolicella che nasce nei campi e ai piedi dei muri a secco. Può sembrare un fiore insignificante, ma con il suo rosso intenso ravviva il paesaggio della Valpolicella.

ANGELICA CIRESOLA e SARA FEDRIGO 2D

Per la realizzazione della nostra etichetta, per prima cosa, siamo andate nel vigneto di Jago dove con foto e disegni abbiamo raccolto le nostre ispirazioni. Dopo aver fatto schizzi su un foglio, abbiamo cercato su internet delle immagini per avere le idee ancora più chiare: abbiamo trovato dei muretti a secco, elementi tipici del nostro territorio e l’uva “rondinella”, una varietà presente in Valpolicella. Per prendere altre ispirazioni, abbiamo cercato fiori e piante presenti sulle nostre belle colline, come gli ulivi, i papaveri e i ciliegi.

Come soggetto dell’etichetta abbiamo rappresentato in primo piano, un bel grappolo spargolo, con le classiche “rece”, da noi si usa questo termine per identificare dei tipi di uve che non sono compatti, ma formate da tanti piccoli grappoli ben distinti e arieggiati. Il nostro grappolo poggia su un muretto a secco detto “marogna” e in lontananza si vedono le nostre colline ricche di vigneti che ne circondano le pendici. Nella nostra etichetta abbiamo voluto con semplicità, mettere tutte le caratteristiche del nostro territorio e quello che rappresenta di più il vino, cioè l’uva. Abbiamo prima disegnato i vari soggetti e poi per dare ancora più risalto all’etichetta, abbiamo formato con una parte molto importante della vite “il tralcio”, il distacco tra l’uva e le colline.

Il disegno è stato eseguito in bianco e nero come una vecchia stampa fatta a china e poi, leggermente acquerellata. Tutto questo lavoro è stato fatto per un obiettivo: vincere ed essere gratificate del lavoro svolto.

ELIA MAROGNA 2^A

Per questo progetto mi sono documentato ricercando immagini su internet e su alcuni libri. Dopo averne raccolte alcune, ho scelto di mettere nel disegno per l’etichetta le marogne e le viti. Ho deciso di inserire questi due elementi per far vedere com’è il paesaggio attorno al nostro comune, dove le marogne sono ben visibili agli occhi di tutti e la coltivazione della vite rappresenta la maggior parte del paesaggio. Prima di arrivare ad un elaborato ho fatto molti schizzi preparatori di diversi tipi di muri a secco. Infatti ho scoperto che le marogne non sono tutte uguali, ma la disposizione dei sassi può avvenire in modo diverso. Dapprima ho provato con la tecnica dei pastelli ad olio, ma questo sistema mi impediva di rappresentare i particolari sfumati come desideravo. La tecnica che poi ho deciso di utilizzare, i pastelli a matita e la china, è stata la seconda che ho sperimentato. Di questa tecnica mi è piaciuto il nero intenso dell’inchiostro di china e le variazioni di spessore date dal tratto del pennino. Con questa tecnica ho definito i contorni e i particolari delle marogne, mentre i pastelli, più delicati nel tratto e nel riempire gli spazi, mi hanno permesso di giocare con le luci e con le ombre.

Alla fine l’elaborato che ho prodotto rappresenta uno stralcio di paesaggio tipico delle nostre zone, che si incontra passeggiando nei dintorni delle nostre case dove, soprattutto nella parte collinare, marogne e viti la fanno da padrone.

Non ultimo il mio cognome è MAROGNA e mi sembrava simpatico rappresentarlo anche graficamente!!!

GIORGIA GASPARATO 2^C

Per l’edizione 2018 è stato scelto questo tema: “Il paesaggio della Valpolicella: particolari e particolarità”. Il mio lavoro è basato su una approfondita ricerca fatta sui libri, al computer e tra le foto che io avevo scattato durante l’uscita didattica a Jago di Negrar. Sul soggetto ho avuto idee molto diverse. All’inizio avevo pensato di unire varie immagini, come le cave di Prun insieme a un magnifico paesaggio della Valpolicella. Solo successivamente mi sono accorta che nel disegno mancava un altro particolare: le marogne. Alla fine di tutti questi ripensamenti ho sostituito la vite con un ciliegio, per ricordare che in passato in Valpolicella si producevano le ciliegie.

Il disegno è diventato molto più bello dell’idea originale, dal momento che è incentrato soprattutto sul passato di questa bella terra, quando il paesaggio era dominato dai fiori dei ciliegi. Perciò, come soggetto ho scelto un ciliegio e un cespuglio, composto da foglie e piante diverse. In basso ho disegnato una “marogna”, un altro elemento caratteristico della Valpolicella. Finita la fase degli schizzi, mi sono cimentata con le prove colore. Sono passata tra diverse tecniche espressive: prima i pastelli a matita, dopo i pennarelli e, infine, la “vetrata”.

Mi è piaciuto molto fare questo lavoro, in quanto ho potuto conoscere meglio la Valpolicella e imparare nuove tecniche grafiche e pittoriche.

MATTIA ALBERTINI 2^B

La mia idea è partita dal tema della flora delle marogne e della villa romana di Negrar. Ho pensato di fare una fusione di entrambe le cose. Dopo aver cercato su internet tutte le specie di fiori che la prof.ssa ci ha suggerito, ho scelto le più belle. Inoltre ho cercato delle immagini dei mosaici della villa romana di Negrar.

La mia idea, inizialmente, era molto diversa da quella che ho realizzato alla fine. Il colore nel mio disegno serve per dare risalto al fiore centrale, che contrasta con lo sfondo grigio del muro a secco e del mosaico bianco e nero.

Per il mio lavoro ho utilizzato due tecniche espressive: mosaico per la cornice e pastelli a matita per il fiore al centro, il mio “protagonista”. Per eseguirlo ho impiegato molto tempo e impegno, ma sono orgoglioso del risultato. Senza i consigli della prof.ssa Caprini non sarei mai riuscito a realizzarlo. Ho fatto questo disegno perché volevo dare risalto ai piccoli particolari come un semplice fiore, contornato dai mosaici della villa romana per ricordare la storia di Negrar che è molto bella per un piccolo paese com’è.

A proposito della finalità sociale, io avrei voluto delle chitarre elettriche per me e i miei colleghi chitarristi.

GIULIO SORDO 2^D

Abbiamo iniziato la nostra avventura in uno dei numerosi campi di vigneto di Jago, accompagnati dai nostri professori e da un desiderio irrefrenabile di conoscere dal vivo le origini del vino, prodotto tipico della nostra valle.

In una soleggiata mattina di ottobre, noi ragazzi della 2a media siamo stati accolti dalla preziosa e coinvolgente esperienza di viticoltori ed enologi. Gli uni ci hanno insegnato come vendemmiare correttamente un grappolo d’uva e quali sono i criteri da rispettare. Gli altri, invece, ci hanno fornito informazioni a noi completamente sconosciute sui vari tipi di uva, quali Molinara, Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta. Interessante è stato conoscere le caratteristiche degli acini, le diverse tipologie della foglia e il colore del mosto.

Come soggetto del mio disegno ho deciso di raffigurare un vigneto a forma di cuore, situato a San Giorgio, in Valpolicella. Ritengo che il vigneto rappresenti il cuore del nostro territorio, quella parte che dà vita al paesaggio, all’economia e alle tradizioni della Valpolicella. Inoltre, mi sono stupito nel fare lo schizzo in quanto fosse semplice ed essenziale, poiché bastava disegnare la forma del cuore in prospettiva. La Valpolicella porta in sé un’esplosione di varie tonalità di verde, si va dal verde brillante dell’erba al verde argenteo degli olivi, al verde scuro dei pini e all’intrecciarsi e al sovrapporsi di tutte le loro gradazioni e sfumature.

La tecnica che ho ritenuto più opportuna utilizzare è stata quella degli acquerelli, poiché le pennellate di colore possono essere sovrapposte offrendo tonalità di vario tipo. Posso dire che, come Gabriele d’Annunzio ispirato dalla pineta della Versilia, ha scritto la famosa poesia “La pioggia nel pineto”, io, ragazzo della Valpolicella, se mi permettete la rima, sono orgoglioso di aver partecipato al progetto “la scuola nel vigneto”.

I saluti di Donatella Murtas, coordinatrice ITLA (Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato)

Nella sua veste di coordinatrice ITLA (Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato) in Italia, Donatella Murtas ha particolarmente apprezzato i disegni dei ragazzi e l’impegno della cantina in un progetto di rete per il territorio.

 

Donatella non ha potuto partecipare di persona all’evento, e ha inviato i suoi saluti:

Donatella Murtas ha inoltre suggerito di inserire fra i libri per i vincitori un’opera particolarmente vicina alla finalità sociale dello scorso anno “L’altra notte ha tremato Google Maps” di Michela Monferrini, vincitore del concorso di letteratura per ragazzi “Il Gigante della Langhe”.

 

Il tema del libro si connette molto bene alla finalità sociale della V edizione della Scuola nel vigneto, il sostegno con 10 borse di studio a beneficio dei giovani di Arquata del Tronto (AP), il comune più colpito dal sisma occorso in Italia Centrale tra agosto 2016 e gennaio scorso, alla campagna “Insieme per Arquata” dell’associazione “Omnibus Omnes tutti per tutti” Onlus.

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Per eventuali informazioni rivolgersi a Marina Valenti presso Domìni Veneti:

[email protected]